TANIA VAN SCHALKWYK, Incommensurabile

C’è un oceano incommensurabile
e ti inghiotte
quando ti bacia

In questo mare ci sono scogliere con
sponde che cadono in buchi scoscesi
Puoi sederti sul corallo

tenere i tuoi piedi a penzoloni sul precipizio

lasciare che le tue caviglie vengano mordicchiate
guardare le ombre dell’azzurro confondersi tra loro

ascoltare l’uomo nel mare chiamarti a sé—

e tu puoi immergerti nelle sue fredde e dure braccia
affondare nella storia senza fine dei suoi occhi scuri
bere nel suo sale

giacere distesa sul fondo del suo letto—

o puoi attendere che una corrente ti porti via
ti spinga lontano dal suo abbraccio
ti spinga sempre più lontano verso il mare aperto—

continuare a galleggiare, nelle profonde
braccia spalancate verso il sole
coi capelli che sfiorano la superficie

potrai trovar pace
potrai pensare che ti sei lasciata andare
finché ti accorgi di non essere sola—
i fruscii e gli spruzzi di una pinna
il bagliore di una bocca che ha fame di te
uno strattone nei tuoi riccioli, i tuoi arti tirati

ti rammentano che lui è lì, ti fanno ricordare

della discesa, del giorno in cui verrai divorato
della notte in cui ti arrenderai, della volta in cui
smetterai di camminare, smetterai di nuotare

E ti lascierai annegare, incommensurabile.

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IMAN MERSAL, da HO UN NOME MUSICALE

Pensavo di intitolarmi la nostra via
a condizione che le nostre case venissero ampliate
e  che venissero costruite stanze segrete
affinché i miei amici potessero fumare a letto
senza essere visti dai fratelli maggiori.

Dopo aver abbattuto i soffitti per alleggerire le pareti
e avere tolto le scarpe delle nonne defunte, i vasi
e le scatole vuote che le madri hanno estratto dalla vita
dopo avere a lungo servito in altre strade.

È anche possibile colorare le porte d’arancione

come simbolo di gioia…

e aprire dei fori affinché ciascuno
possa osservare le famiglie numerose
cosicché nessuno possa sentirsi più solo nella nostra strada.
“Gli esperimenti storici
sono frutto di grandi menti”
Così mi descriverebbero i passanti
mentre passeggiano sul bianco marciapiede
della strada che reca il mio nome.
iman mersal

ROLI HOPE ODEKA, Vita galleggiante

Che cosa vivrò per l’oggi o il domani
Una vita dolce, un dolce cammino, senza problemi.
Vedere, incontrare volti sorridenti

Evitare cose che portano problemi
Non una vigliacca ma augurandomi il meglio
andare insieme alla corrente galleggiando
e a volte andare contro corrente.

La mia vita sta galleggiando liberamente nel nulla

Non mi piace cercare gli ostacoli
Stendo le mie mani per raggiungere soltanto
ciò che posso ottenere e toccarlo forte
Guarda, o vieni con me che galleggio
Non voglio annegare

La mia vita è un galleggiare.

 

ROLI HOPE ODEKA

Abu’l-Qasim Al-Shabbi, Voler vivere

ABU’L-QASIM AL-SHABBI (Tunisia, 1909 – 1934)

VOLER VIVERE

Se un giorno alla gente venisse voglia di vivere
allora il fato dovrà rispondere,
e la notte dovrà aprirsi
e le catene spezzarsi
chi vivere desidera il corpo non trattiene
s’evapora e svanisce nel vasto cielo della vita
gli esseri, gli esseri tutti così mi hanno detto
così mi ha parlato il loro spirito celato.
in cima alla montagna, nel più segreto albero
nel mare scatenato, ascolta il mormorio dei venti:
che io mi volga verso un luogo al mondo
indossi la speranza, mi spogli di prudenza.
Non temo sentieri rigorosi
né fuochi alteri.
Rifiutare le alte vette,
non è vivere per sempre nel fossato?