RENÉ CHAR, Di che cosa soffri?

Di che cosa soffri?
Come se si svegliasse nella casa senza rumore
l’ascendente di un volto
che uno specchio agro avesse raggelato…
Come se tu murassi,
mentre il tuo amore dorme,
il portale sovrano e la via che vi penetra.
Di che cosa soffri?
Dell’irreale intatto dentro il reale devastato.

Stéphane Mallarmé, Brezza marina

STEPHANE MALLARME (Parigi, 1842 – 1898)
BREZZA MARINA

La carne è triste, ahimé, e ho letto tutti i libri.
Fuggire! Laggiù fuggire! Io sento uccelli ebbri
d’essere tra l’ignota schiuma e i cieli!
Niente, né antichi giardini riflessi dagli occhi
o notti! né il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso dal suo candore
né giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partirò! Vascello che dondoli l’alberatura
l’áncora sciogli per una natura straniera!

E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell’ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali,
son quelli che un vento inclina sopra i naufragi
speduti, né antenne, né antenne, né verdi isolotti…
Ma ascolta, o mio cuore, il canto dei marinai!

 

Ritratto di Mallarmé, Manet, 1876