SAVITA SINGH, SENZA ÀNCORA NÉ VINCOLO

Il vento rifiniva un’idea
nella testa di un uccello
che si era appena fatto il nido.
Era venuto a dirmi anche
che io sono soltanto un frutto del tempo
e che non sono nessuno per pensare alla mia
trascendenza.
La tristezza che senza sosta gocciola nel mio
intimo
da un rubinetto ossidato e inarrestabile,
è anche una apertura alla creazione malinconica.
Sul far della notte,
l’uccello era ben insediato nella sua casetta,
mi aveva lasciato a vagare
per il largo mondo,
senza àncora né vincolo.

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Kalindi Achala, Sotto il tuo manto

KALINDI ACHALA (poetessa indiana; 1902 – 1985)

Sotto il tuo manto
troverei protezione
Annullare me stessa
e vedere solo gli altri.

In preda a un’opprimente
disperazione,
annaspo e soffoco
dentro me stessa.

Me stessa disprezzo,
me stessa vorrei castigare,
punire, bruciare.
Me stessa dovrei liberare.

Tu, che sei il calice
ricolmo di tutto il mio amore,
fuggi da me per vivere ancora.
A me stessa preferisco rinunciare.

Diego Rivera, Portrait of Angelina Beloff, 1909

Kalindi Achala, Ora sei tu che soffochi

KALINDI ACHALA (poetessa indiana; 1902 – 1985)

Ora sei tu che soffochi
i miei sogni
con ignobile indifferenza
Non vedi i miei occhi
velati da un triste sapore?
Non vedi il mio viso
di amaro dolore?
Ti volti e sorridi
e parli con gli altri,
ma fuggi da me e
uccidi i miei paradisi
Non senti il mio cuore
che piange in silenzio?
Non senti il mio grido
imbevuto di assenzio?
E sordo divieni
improvvisamente,
non senti più nulla
nascosto in mezzo alla gente
Ora sei tu che mi
porti l’inferno
Non cambi, sei uguale,
lasciami libera…

Diego Rivera, Back of a seated nude, 1926