FOROUGH FARROKHZAD, SALUTERÒ DI NUOVO IL SOLE

Saluterò di nuovo il sole,
e il torrente che mi scorreva in petto,
saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri
e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino
che con me hanno percorso le aride stagioni.
Saluterò gli stormi di corvi
che a sera mi portavano in dono
l’odore dei campi notturni.
Saluterò mia madre, che viveva nello specchio,
immagine della mia vecchiaia.
E saluterò la terra, il suo desiderio ardente
di ripetermi e riempire di semi verdi
il suo ventre infiammato,
sì, la saluterò
la saluterò di nuovo.
Arrivo, arrivo, arrivo,
con i miei capelli come odori
che sgorgano dal sottosuolo
e gli occhi miei, l’esperienza densa del buio.
Con gli arbusti che ho strappato ai boschi oltre il muro.
Arrivo, arrivo, arrivo,
e la soglia trabocca d’amore
ed io ad attendere quelli che amano
e la ragazza che è ancora lì,
nella soglia traboccante d’amore, io
la saluterò di nuovo.

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Golala Nuri, Verde profumo

Dormirò un po’
al davanzale della finestra
come una tenda ostinata
sulle macerie di una dimora
oppure un sorriso che si affaccia
su un villaggio di grida,
punirò l’ansia che ci opprime
mentre sfioriamo la sopportazione del paradiso.

Mi manchi

allontanerò un po’ il tuo viso
poiché la mia casa è pioggia
la mia porta è un uragano
anche se gli scorpioni dell’anima
mi riportano al cospetto della tua follia.

Mi manchi

mi appoggio a un’ombra con monotonia
sospinta dalla noia, dal freddo, dai rumori
perchè rifiutata in silenzio e continuamente.
Ogni volta in cui ricordavo
che il tuo cuore è consacrato al passato
e che io sono solo il verde profumo,
il corpo ti attraversava con dignità
e le notti erano solitarie.

Edvard Munch, Melancholy

Edvard Munch, Melancholy