YEHUDA AMICHAI, MIA MADRE CUOCEVA NEL FORNO IL MONDO INTERO PER ME

Mia madre cuoceva nel forno il mondo intero per me
in dolci torte.
La mia amata riempiva la mia finestra
con uva passa di stelle.
E le nostalgie sono racchiuse in me come bolle d’aria
nel pane.
Esternamente sono liscio, silenzioso e bruno.
Il mondo mi ama.
Ma i miei capelli sono tristi come i giunchi nello stagno
che va prosciugandosi.
Tutti i rari uccelli dalle belle piume
fuggono via da me.

Annunci

Maya Bejerano, Il fiore della libertà

Se tu vivessi a casa mia con me,
e io vivessi insieme a te nella tua casa
potrei far scorrere la dolce fronda di caprifoglio
fra le dita dei tuoi piedi senza smettere la notte intera
e suscitare quel tenero sorriso di lenta guarigione
respingere il tuo male – il male che ti fiacca il corpo
e che ha sepolto in un fondo oscuro il tuo ardore.
D’altro canto, se vivessi a casa tua con te
e tu vivessi con me nella mia
non sarebbe stata colta una dolce fronda di caprifoglio
sulla mia via a te.

Bejerano_wi250_he250_cr1-1

Fadwa Tuqan, Desidero solo silenzio e quiete

FADWA TUQAN (Palestina, 1917 – 2003)

Desidero solo silenzio e quiete,
non parlarmi di cose del passato e del futuro
non parlarmi di ieri e non andare
all’indomani.
Questo attimo, per me,
non ha né prima né dopo
non ha più senso
ieri è scomparso quali echi e ombre
e l’ignoto domani si dilaga lontano
e non si vede più
sarà forse diverso di quanto han disegnato
le mani dai sogni tuoi e miei,
diverso di quanto desideriamo?
Questo attimo, e non altri tempi,
è un fiore che si apre nelle nostre mani:
senza frutti senza radici
ma è solo un fiore di spontanea bellezza,
teniamolo bene prima che si trappi,
amore mio!

Adonis, Il tempo stretto

ADONIS (Siria 1930)

IL TEMPO STRETTO

Il miraggio è falso e cieco il giorno per noi
poi che il nocchiero è morto.
Noi, la generazione della barca
siamo figli di questo tempo stretto.

I mari sicuri ci hanno abbandonato,
i mari che cantano i salmi della partenza
ci hanno abbandonato al deserto.

Noi, la generazione del fitto colloquio
tra le nostre macerie e Dio.