NELLY SACHS, La parola perduta

Non so più
dove cantano gli uccelli
o
se c’è un pianto nel mare
dove gli angeli del profondo
scrollano via tremando il divino terrore
d’essere rapiti nell’aria –

Non saprò mai
se i voraci desideri
questi pesci-spada
che trapassano
meraviglie dell’anima dolcemente sgusciante
si consumano nell’ardente mandorla della terra
e se con un soffio l’universo offeso
nel volgere di una notte
non ha spento la mia luce nera

perché di nuovo ho perduto dormendo
una parola d’amore.

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CHRISTA WOLF, Parlavi di cose che non vedevano

Parlavi di cose che non vedevano
e loro ridevano.

Ma tu rema sul fiume oscuro
controcorrente;
va’ per la via sconosciuta
alla cieca, ostinato,
e cerca parole radicate
come il nodoso ulivo –
lascia che ridano.
Desidera che dimori l’altro mondo
nella soffocante solitudine odierna
in questo presente smemorato –
lasciali pure.

Il vento marino e la rugiada dell’alba
esistono senza che alcuno li cerchi.

 

HILDE DOMIN, Paesaggio in movimento

Si deve saper andare via
e tuttavia essere come un albero:
come se le radici rimanessero nel terreno,
come se il paesaggio si muovesse e noi restassimo fermi.
Si deve trattenere il fiato,
finché si calma il vento
e l’aria estranea inizia a girarci intorno,
finché il gioco di luci e ombre,
di verde e di blu,
crea gli antichi disegni
e siamo a casa,
ovunque essa sia,
e possiamo sederci e appoggiarci,
come se fossimo alla tomba
di nostra madre.

 

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HILDE DOMIN, Con l’avallo delle nuvole

per Sabka

Ho nostalgia di una terra
in cui non sono mai stata,
dove tutti gli alberi e i fiori
mi conoscono,
dove non vado mai,
dove però le nuvole
si ricordano bene
di me,
straniera,
che non ha casa in cui piangere.

Vado
verso un’isola senza porto,
butto in mare le chiavi
già alla partenza.
Non arrivo da nessuna parte.
La mia tela è come una ragnatela al vento,
ma non si strappa.
E oltre l’orizzonte,
dove i grandi uccelli
asciugano le ali al sole
alla fine del volo,
c’è una terra
dove mi si deve accettare
senza passaporto,
con l’avallo delle nuvole.

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ELSE LASKER SCHÜLER, SOLO TE

Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.

Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.

Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.

Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.

Stregato
Giace sul mio fondo.

Forse il mio cuore è il mondo,
Batte –

E cerca ancora te –
Come ti devo invocare

 

Ursula Krechel, Non può esser qui

URSULA KRECHEL (Germania, 1947)

Non può esser qui
Non può esser là
Dove è la candela, deve essere un lucignolo
Dove scorre il sangue, può essere un omicidio
Può nella stanza non avvertire neppure un vento
Può nel vento non attizzare neppure un pensiero
Dove è il Qui, sarebbe là
Qui come là un luogo estraneo.

Salvador Dali, Mediumnic-paranoic image, 1936

Stefan George, Croce della strada

STEFAN GEORGE, (Büdesheim, Germania, 1868 – Minusio, Svizzera, 1933)

croce della strada
siamo alla fine-
la sera è calata
questa è la fine
un breve cammino
chi è che stanca?
per me è troppo lungo-
la sofferenza stanca
mani si stringevano
tu non le hai prese
sospiri si bloccavano
non li hai capiti?
le mie strade
tu non le percorri-
cadono le lacrime,
tu non le vedi