METH SAMBIASE, I (scansione)

Superare se stessi
sillabando i giorni dell’attesa
(mi man-chi chi-na la mia shie-na).
Randagia, da addestrare a destra e in ogni lato,
albina, chiusa in caseggiati di latta
la tana lontana, il limbo dei pensieri
(in-corpo-rei
rei-te-ra-ti ab-ban-do-ni)
superbi, nati dal sole in controluce,
soli.
Scivolando l’uno sull’altro
seguo una curva orfana nello specchio
l’accarezzo
la cullo, si stacca si ricompone si trasfigura
(pol-ve-re eri
ero t-e-m-p-o-n-u-o-vo)
Dottrina: il pensiero è inviolabile
si perde nelle mani
che germogliano amori come un cesto di rose inglesi.

http://giardinodeipoeti.wordpress.com/2012/02/23/meth-sambiase/

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MARIA GISELLA CATUOGNO, STELLE FRANTE

Non mi nascondo la vanità del vivere
la sua fragilità di vetro di cristallo
la brevità di volo di farfalla
l’impronta lieve
appena sagomata
che resterà di noi
a chi toccherà
di vivere a sua volta
e penserà di nuovo
a quella vanità.
Non un filo d’erba
un grappolo di glicine
un sospiro di vento
un tremolio di mare
nell’alba appena desta
cambieranno di forma
intensità colori incanto.
E in ogni luogo
la bramosia di vita
colmerà di verde
i fossi a primavera
feconderà nei nidi
le uova degli uccelli
fiorirà i grembi
d’attesa e di speranza.
Perché la vita è questo
germogliare instancabile
e precario:
appena il tempo
di alzare gli occhi al cielo
e perdersi
nella luce
delle stelle frante.