Eeva-Liisa Manner, Faccio una poesia della mia vita, della vita una poesia

EEVA-LIISA MANNER (Helsinki, Finlandia, 1921 – Tampere, Finlandia, 1995)


Faccio una poesia della mia vita, della vita una poesia
la poesia è una maniera di vivere e l’unica maniera di morire
appassionatamente indifferenti:
scivolare nell’infinito, tenere a galla
sulla superficie di Dio un prescelto attimo leggero,
sulla superficie dei freddi occhi di Dio,

che non piangono, non sono desti, non si formano opinioni,
guardano senza nulla fissare e asserendo ogni cosa,
l’ordine è il loro fine e momenti precisi
proteggono gli scorpioni, i serpenti, i polipi
(che gli uomini odiano, confondendo queste forme
con le loro passioni);

professare una sola fede: la Curiosità,
vagare nelle case dei pesci, dello scorpione e del capricorno,
imprestare dall’uccello il desiderio ed il viaggio
e volteggiare giù
ala avvolta dal vento,
libertà veloce, a forma d’uccello.