ROSANNA ARGENTINO, Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poi

Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poiper questo gli chiedeva “abbassa la voce”pensava che se le parole si fossero fattesimili al silenzio la loro assenza sarebbe statapiù lieve come un bisbigliare oltre una porta chiusao come qualcuno che senti muoversi nella, stanza accanto.“Cambia tono” diceva a lei lui che non capiva,e confuso rallentava il passo, cercava un riparoda quell’estate improvvisa, dall’assalto dell’inatteso.Ma fu in quella luce stinta che cominciò a sentireche le cose a volte implodono, senza implorare altro,e tornano in se stesse e stanno affini al silenzio.Così cedette e abbassò la voce tanto che tacque.

via Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poi.

via Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poi.

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Nicole Brossard, Sorrow: soft e sete

*
ogni sete è una conca di luce
nel dolore ancestrale
nel grande casellario dei pronomi
dimmi se la mia morte va veloce dall’uno
all’altro secolo se con gli anni dovrò dimenticare
l’orchidea, aggiornare il delirio
dimmi se questa fame che ho dell’alba
si aggirerà tra i campi
tremante come un’ossessione, un orizzonte

*

non sarà facile dire io
se tutto questo gira male, valanga
o eternità e malinconia
so che abbiamo toccato
troppi orizzonti
l’infinito nelle nostre bocche
tradotto con pazienza

*

non ho ancora parlato di scomparsa
qualche detrito a monte di tutti i pronomi
la vita prende delle decisioni
e sotto la pelle ci prepara
ruote della fortuna e rompicapi
futuro e funerali
adesso ecco i ghiacciai
qualche materiale
di alba e sofferenza

*

essere là tutta una vita nella specie flessibile
con questo riflesso che persiste a volere
rappresentare tutto dell’ebbrezza e dei gesti
i morsi, le camere con le loro nicchie
di ombra soffice, le fronti preoccupate
nostra fragilità
e certo siamo senza risposta
ad ogni bacio!

*

idee di caduta e labirinto
come se al fondo delle nostre braccia
tutto quello che esiste fosse
fatto nell’attesa di spostare l’alba
scoprire il velo sopra il regno animale
allora io resto sveglia
tra temperini e cenere

*

non ci sarà ritratto
di mia madre né un’acquaforte o un gesto
né frase memorabile
o resisterà una scena ancora in piedi
nella città e nel vento
un fruscio di sciami che l’alba
avrà rapito veloce e intenso

*

e se l’angoscia se ciò che anima
le tue notti di letture e sogni
if dust on you fingers vibrates
avvolgiti nell’ombra
in un posto con del blu e del vuoto
ci sarà certo dell’acqua nei tuoi occhi
modernità e paura nei tuoi vestiti

*

stringiti al silenzio
all’alba il verbo essere pulsa più veloce
dentro le vene, fila una cometa
come dopo l’amore o un granello di sale
sulla lingua di mattina, gusto d’immensità
che ci riporta
dentro la primigenia umidità
abbracciami
l’acqua può fare di noi due
lo stesso luogo

nicole brossard